Il sistema pedagogico di Don Bosco, che i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice applicano fin dalla loro fondazione, ha dato nel corso di più di 150 anni frutti quasi insperati, ha formato eroi e santi, uomini e donne rimasti sconosciuti ma straordinari nell’ordinario.
La santità dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, nel grande albero della santità salesiana, trova la sua ispirazione nella parola evangelica del Buon Pastore e di Maria alle nozze di Cana; ha i suoi luoghi santi a Valdocco, Mornese, Nizza Monferrato; il suo santuario nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino.

Essa prende il volto di Sante, Beate, Venerabili e Serve di Dio che, seguendo l’esempio di San Giovanni Bosco e Santa Maria Domenica Mazzarello, hanno trasformato la vita ordinaria in un percorso straordinario di amore e servizio:
Santa Maria Troncatti, canonizzata da Papa Leone XIV il 19 ottobre 2025 durante la Giornata Missionaria Mondiale, le Beate Laura Vicuña, Suor Eusebia Palomino, Suor Maria Romero, Suor Maddalena Morano, le Beate Martiri Suor Carmen Moreno e Suor Amparo Carbonell; le Venerabili Suor Teresa Valsè Pantellini e Suor Laura Meozzi; le Serve di Dio Suor Antonietta Böhm e Madre Rosetta Marchese.
La santità di queste donne è germogliata nel tessuto della Chiesa locale, della comunità e della società in cui sono vissute.
La santità non è opera nostra, ma è partecipazione gratuita della santità di Dio, quindi è una grazia, un dono prima di essere frutto del nostro sforzo, obiettivo dei propri programmi. Indica che tutta la persona (mente, cuore, mani, piedi) viene inserita nella sfera misteriosa della purezza, della bontà, della gratuità, della misericordia, dell’amore di Gesù.

